L’uccellino bluette di Twitter è …voluttuoso

Twitter: il primo social che ho aperto. E poi è rimasto lì.
Ogni tanto leggevo il mio Beppe, Severgnini of course, e i suoi tweet arguti e sferzanti contro la pusillanimità italiana e qualche volta straniera.
Ogni tanto tweettavo da qualche evento (live tweet) con scarsi risultati, secondo la mia social guru, Enrica.
Ma come ho scritto in qualche post fa, l’importante è “provare” e così, io ci provo e riprovo con Twitter

Koukaburra
Koukaburra, photography via The New old Stock

Mi piace Twitter.
Molto più di Facebook e di Google +.
Per non parlare di Pinterest e di Instagram.
No, non c’ è proprio storia.
Sono in Twitter dal 2011 che è un‘eternità data la mia propensione a non apparire.
Per molto tempo ho usato Twitter in modo “passivo” ovvero come osservatorio di umanità varia e di notizie più o meno interessanti, seguendo pochissime persone e non assiduamente.
Pochissimi i tweet (ovvero messaggi), nessun retweet (l’atto di condividere un tweet, ovvero lo “share” di Facebook), né tantomeno conversazioni. Tutt’al più qualche “preferito”, ovvero la possibilità di salvare in apposita area di Twitter messaggi e/o riferimenti a articoli, post o testi più ampi citati in un tweet, con la speranza di aver poi il tempo di approfondire: non succede quasi mai!
Niente di male: ci sono fior di professionisti della comunicazione che lo usano come rassegna stampa veloce.
Però, da qualche tempo succede che “Qualcosa è cambiato”:

140 caratteri: dritti al punto.

Per molti questa restrinzione a scrivere in soli 140 caratteri è un ostacolo, per me è una meravigliosa sfida: sfrondare, limare, ridurre all’essenziale.
Che soddisfazione riuscire a lavorare su un concetto che sembra ribelle, impossibile da imprigionare in soli 140 caratteri, e poi, per alchimia, sta tutto in quel numero esatto o addirittura in un numero inferiore di caratteri. E senza perdere di senso, anzi molto spesso uscendone rafforzato.
Come ha scritto Alessandro Piperno su “La Lettura” del 15 Febbraio in “La droga dello scrittore”: “C’è qualcosa di voluttuoso nell’eliminare il superfluo”.
Volete un ‘autorità tecnica per sostenere l’idea?
La Twitter Academy a dicembre 2014 ricordava che i tweet con meno di 100 caratteri registrano il 18% in più d’interazioni: insomma voluttuoso e proficuo.

Immagini: più delle parole, potè l’immagine

Potere alle…fotografie e alle immagini.
Anche in Twitter, ricordando che

  • puoi twittare fino a 4 fotografie in un unico tweet
  • il peso massimo è 5MB per le foto e 3 MB per le GIF
  • i formati accettati sono JPEG, PNG e GIF (ma se le GIF non vanno in loop da sole, cioè non vanno in “replay” da sole ma si riproducono una sola volta, avrai un ‘immagine statica)
  • se aggiungi immagini, il numero di caratteri a tua disposizione si riduce
  • le immagini appaiono come URL e mentre una volta si ricorreva a dei servizi per ridurre i numeri di caratteri che componevano l’URL (ad esempio Owly o Bitly), oggi tutte le URL delle immagini vengono conteggiate da Twitter come 20 caratteri anche se sono più lunghe o più brevi.

Neologismi: gli ostacoli sono creativi

Cito qui una bellissima espressione di Annamaria Testa, cioè gli ostacoli creativi, che ho trovato in un suo articolo su L’Internazionale e che vi metto qui
Anche per Twitter, il limite diventa un alleato prezioso; dover far stare un concetto in 140 caratteri o meno ha dato luogo

a neologismi interessanti:

  • twoosh: il twitter perfetto di 140 caratteri, combinzione di tweet e swoosh, ovvero il rumore causato dallo spostamento improvviso dell’aria
  • twittabile: un concetto, un evento che può essere twittato
  • hashtag o #: se cerchi qualcosa in Twitter, metti # davanti alla parola e, per magia, questa si trasformerà in un link cliccando il quale potrai vedere tutta la serie di tweet in cui tale espressione/parola è stata usata. E’ una chiave di ricerca, insomma!

o a esperimenti suggestivi:

  • #10wordbooks: i libri raccontati in 10 parole che ci ha regalato un eccezionale “Pride and Prejudice: I’d never marry you Mr Darcy. Wait…you live HERE?”

Le liste, una miniera inesplorata

Ne scriverò più ampiamente in un post ad hoc, perché sono uno strumento utilissimo per individuali e per aziende.
Adesso datemi tempo di fare qualche incursione in profondità e riemergerò piena di pepite d’oro…o magari bluette.
Per cominciare, se non trovate dove sono, cliccate sull’immagine del vostro profilo e le scoverete.
Guardate qui sotto
Le liste

Stoccolma in un tweet

L’ultima novità che l’uccellino bluette mi porta è un bel viaggio a Stoccolma.
Come? Twitter regala viaggi?
Non proprio o comunque non a me.
Però mi ha regalato un gruppo di blogger agguerrite e simpaticissime capitanate dall’ardita Sara Izzi che ha un sito bellissimo (guardare per credere!) e che un giorno (il 7 Gennaio 2015) ha twittato un “Noi stiamo bloggando un viaggio tra blogger? #siva #traveldreams2015” e così ci siamo trovate in 12 bloggers da tutta Italia che se ne andranno a vedere le nozze di Carlo Filippo e Sofia Hellqvist, ma soprattutto Stoccolma, a Giugno.

Insomma, a me Twitter piace proprio.