Alla macchinetta del caffé

, che di social se ne intende, sui social “parla come quando sei alla macchinetta del caffé” e stai aspettando che arrivi il tuo turno di schiacciare il tasto l’espresso.

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Come ha perfettamente sintetizzato la mia guru Enrica Crivello, che di social se ne intende, sui social “parla come quando sei alla macchinetta del caffé” e stai aspettando che arrivi il tuo turno di schiacciare il tasto l’espresso.

Katharine Hepburn

É un concetto difficile, va metabolizzato, me ne rendo conto, sgonfia un pò volgarmente le pretese di tanti “copywriter”, ma é la triste realtà: sui Social “parla come mangi”.
O come ha perfettamente sintetizzato la mia guru Enrica Crivello , che di social se ne intende, sui social “parla come quando sei alla macchinetta del caffé” e stai aspettando che arrivi il tuo turno di schiacciare il tasto l’espresso.
Ecco quando sei lì, nel mezzo cerchio attorno al totem magico, mica fai discorsi da “apertura biennale di Venezia” e neppure saluti la Nazione alle 20 sulle tre reti unificate al 31 Dicembre, no?
Fai due chiacchiere amichevoli, butti lì la frase ad effetto, sorridi e tutt’al più incuriosisci, così che la collega poi ti manderà una mail o un messaggio in chat e ti chiederà di sapere di più di quello che hai detto.

Ma che senso ha vivere senza curiosità? disse il Dr. House

Ecco il punto: incuriosire, la radice di ogni nuova scoperta, anche di un prodotto, no?
Quando sei alla macchinetta del caffé, per continuare con l’immagine, non vuoi sapere le percentuali di monossido di carbonio dell’aria di Milano, perché hai parlato di smog.
Non vuoi sapere le statistiche dei furti in appartamento in città, se ti dicono che “Ah! Stamattina il portiere raccontava che sono entrati in casa alla signora Zuzzurelli nello stabile accanto”.
Vuoi rilassare il cervello per ben cinque minuti, vuoi fare due chiacchiere disinteressate mentre la macchinetta sputacchia quella cosa nera o quel liquido color ruggine che pare sia té, ma é puro acido citrico chimico.
Siamo sinceri, ma ti pare veramente che davanti a questo orrore quotidiano qualcuno voglia pure le statistiche precise di morti e feriti?
Quindi il punto é proprio lì:

  • niente sfoggio di conoscenze
  • niente parata di citazioni colte fini a se stesse
  • niente articoli lunghi pagine intere e soprattutto niente “copia&incolla” da Wikipedia
  • racconta quello che ti ha colpito, che ti piace, che ti appassiona
  • racconta quello che fai, che proponi e che ti rende unica in modo breve
  • sii leggera, ma se qualcosa ti preme, se un messaggio é per te importante: dillo forte.
    Ops! Postalo e regalati pure due punti esclamativi.