I miei 5 suggerimenti per organizzare un blogtour stellare

Il blogtour perfetto: definisci gli obiettivi, seleziona i blogger, comunica l’hashtag, partecipa alle conversazioni social che nasceranno, lascia spazi per postare e twittare live e non dimenticare un Welcome Kit un pò originale. Voi aggiungereste altri consigli?

Mosaic
Mosaic for Mitchell Library, Sydney NSW- NOS

“Ma tutti questi blogtour che fai, cosa sono?”
Ecco LA domanda, ovvero la scintilla che ti consente di prenderti quei 5 minuti di pausa, far ordine e trarre qualche riflessione dal magma dell’attività frenetica di questo ultimo mese.
Un blogtour è un evento (e non solo e soltanto un viaggio) organizzato per far conoscere un ‘attività ad alcuni blogger, cioè persone che scrivono online su un proprio blog o su un portale.
Non entro nel merito della diatriba se si possa definire blogger professionista solo e soltanto chi è pagato per scrivere.
Ci sono pareri a favore e pareri contrari.
E poi ci sono io che ho due domande al riguardo e due “No” come risposta:

  1. Se potessi mantenermi facendo due tra le attività che mi appassionano di più, viaggiare e scrivere di quei viaggi, mi dispiacerebbe?
    Svolgerei le due attività in modo meno attento e con meno dedizione?
    La mia risposta è “No”.
  2. Poiché Vincent Van Gogh è stato raramente ricompensato per i suoi quadri (la storia dice che amici e fornitori li accettavano spesso come pagamento più per simpatia e compassione che per il valore che vi attribuivano), il nostro buon Van Gogh non era un “pittore” degno di tale titolo?
    La mia risposta è di nuovo “No”.

Ho partecipato a un buon numero di blogtour negli ultimi mesi e a fronte di elementi simili, tutti avevano differenze nell’organizzazione, nella gestione, nella fase pre, durante e post.
Ogni esperienza ha avuto i suoi punti di forza e le sue debolezze e ogni esperienza mi ha insegnato moltissimo in merito alle attività, ai luoghi e alle persone che ho avuto la fortuna di incontrare.
Mi ha insegnato molto anche su di me e sulla persona che sono, che vorrei essere e anche su quella che non vorrei essere (alle volte sono un’acida ipercritica, raramente in viaggio, ma alle volte succede anche lì)

Le persone dimenticheranno chi sei, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire

Per organizzare un blog tour partirei da questa affermazione.
Da essa derivano poi una serie di 5 piccoli spunti per organizzare un blogtour che coinvolga i blogger e ottenga l’aumento della visibilità online e anche offline, sia a breve che a medio termine.

  1. Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare (Seneca)
    Definire gli obiettivi, misurarli e condividerli, poi, con i blogger.
    E’ bello scoprire che ho contribuito a far conversare in merito a una destinazione, a un’attività, a un evento, rendersi conto che sono stata parte del dialogo su un argomento, che ho aiutato a strutturarlo.
    Significa dare un senso all’attività che ho fatto.
    Inoltre, l’attività di organizzazione di un blogtour richiede un investimento in termini di risorse economiche e di tempo; comprendere il ritorno di tali investimenti, a lungo e a breve termine, aiuta a strutturare più appropiatamente le proprie risorse e a fare sempre meglio.
  2. È nell’armonia fra le diversità che il mondo si regge, si riproduce, sta in tensione, vive. (T. Terzani)
    Mi piace incontrare nuovamente blogger che già conosco, ma mi piace ancora di più conoscere nuovi blogger che scrivono di temi diversi o con approcci diversi dal mio.
    E’ una sfida a me stessa e alle mie abitudini, mi insegna a guardare da angoli diversi la realtà che devo raccontare, mi lascia un buon retrogusto, come quello dello zenzero: un poco di piccante (la sfida) e poi una perdurante freschezza.
  3. Da solo un simbolo è privo di significato, ma con un bel numero di persone alle spalle fare saltare un palazzo può cambiare il mondo.(V per Vendetta)
    Ho partecipato a blogtour divertenti e stimolanti, ma, qualche volta, nessuno degli organizzatori si era premurato di creare, e quindi di comunicarci, un hashtag che avremmo dovuto o potuto usare nei tweet, su Instagram, etc.
    Ci siamo organizzati tra blogger, ma il fatto che non sia stato pensato un hashtag, lascia trasparire una strategia di comunicazione dell’attività, di cui il blogtour dovrebbe essere uno degli elementi, un poco zoppicante.
    Generalmente in questi casi non c’è nessuna comunicazione né pre né post blogtour ed è un peccato perché l’attività dei blogger, a quel punto, è simile alle famose “cattedrali nel deserto”, eventi sporadici non inseriti in un tessuto pensato per uno o più obiettivi.
    In tale ottica va vista anche la presenza dei “partners” del blogtour.
    Mi piace raccontare un territorio, un piatto, un libro.
    Mi piace di più e è più stimolante, non solo per me ma anche per chi mi legge, che il racconto sia frutto di un intrecciarsi di più voci, di più approcci.
    E’ la differenza tra monologo e dialogo.
    Coinvolgere i coprotagonisti del blogtour, che siano il team della comunicazione, gli enti, le realtà produttive locali, nella comunicazione dei blogger è fondamentale: amplifica i messaggi, stimola la conversazione, fa nascere idee e collegamenti.
    In tale ottica uno degli ultimi blogtour a cui ho partecipato, #sivastoccolma, è stato davvero esemplificativo in tale senso: tredici blogger a spasso da sole per Stoccolma che raccontavano la città così come, molte per la prima volta, la vedevano, la scoprivano e Visit Sweden, Visit Stockholm e Skyscanner, gli enti locali di promozione del territorio e il comparatore di prezzi hotel e voli online, che supportavano e sostenevano il nostro flusso di tweet, post e comunicazione.

  4. Non è vero che abbiamo poco tempo: la verità é che ne perdiamo molto. (Seneca)
    Mi piace la puntualità, mi piace avere un programma di come si svilupperà la giornata.
    Ma mi piace anche non essere intruppata in una gita scolastica con ingresso agli Uffizi tra le 9 e le 9.15 (se poi c’è un ingresso a tempo, va bene ovviamente, ma gli Uffizi hanno davvero bisogno del blogtour, per dire?)
    Però io voglio essere al centro di nuove emozioni e nuove sensazioni e non al centro di un “tour de force”.
    Inoltre, ricordare sempre che i blogger hanno bisogno di ricaricare i cellulari o avere quei tre minuti per postare o twittare o anche semplicemente fare diverse foto di un panorama, di un dettaglio o di un piatto per trovare quello che più ci convince: dateci il tempo, please.

  5. Welcome Kit, welcome kit delle mie brame (mia citazione a ogni fine blogtour)
    Cerco di crearmi un file con tutto quello che mi serve per ogni blogtour: programma, contatti, appunti presi in fretta, nomi, etc.
    Eppure qualcosa si perde sempre a fine blogtour.
    Il Welcome Kit è la mia bussola, la mia scatola dei ricordi se mi sfugge qualcosa.
    Mi piacerebbe poter avere sempre più spesso un welcome kit che non è solo l’insieme delle brochure istituzionali delle varie realtà che hanno sostenuto o partecipato in qualche modo al blogtour, ma anche una cartella con delle brevi bio originali dei protagonisti del territorio e dei miei compagni di avventura.
    Mi aiuterebbe a rompere il ghiaccio, a creare un clima di collaborazione e di sana curiosità.

Mi fate questa sorpresa?