5 modi per usare subito le liste di Twitter

Le liste di Twitter sono uno strumento poco noto e ancora meno usato. Io le uso per scoprire i luoghi segreti e le chicche dei miei prossimi viaggi, ma se sei un ‘azienda o un libero professionista puoi farci anche “spionaggio”. Qui ti spiego come

garzone con giornali
Twitter, la mia rassegna stampa immagine tratta da New Old Stock

Le liste di Twitter, queste sconosciute.

Io le uso così:

La mia rassegna stampa.

Ecco come ho fatto per crearmi la “mia rassegna stampa”:

  • ho creato la lista “Stampa”.
  • E se non ti ricordi come si creano le liste, qui.

  • ho cercato i miei account Twitter della stampa su carta che mi piacciono di più e ho scelto “Follow”, se già non li seguivo. Così da “Follow” ho ottenuto “Following”.
  • ho cliccato sulla “rotellina” accanto a “Following” e selezionato “Aggiungi o rimuovi dalla lista” e flaggato la lista in cui volevo inserire quell’account, ovvero “Stampa”.

Cosa succede ora che ho la mia lista?
Apro la lista e leggo magari l’articolo di Beppe Severgnini riportato da @corrieremilano o l’articolo di Annamaria Testa, anche se me li sono persa in versione cartacea.
Potrei anche dividere la mia lista in
Quotidiani
Settimanali
Nazionali
Internazionali
e via dicendo

Stampa che non mi piace
Oppure, potrei sfidarmi e creare la lista “Stampa che non mi piace” e ribaltare l’opinione corrente che nei social seguiamo solo profili che sono in linea con noi e non affrontiamo mai “l’altro”.
Potrei, ma mi basta vivere a Milano per incontrare e interagire con l’”altro da me”.

La mia enciclopedia in un tweet

Per il mio blogtour a Stoccolma (-52 gg alla partenza) vorrei poter scoprire tutto sulla città, divorare Lonely Planet, studiare tutti i siti che parlano della città, dell’amore degli svedesi per il verde, della sanguinaria dinastia Vasa e del generale Bernadotte, ufficiale di Napoleone, che ne sposò la prima fidanzata, Désirée, e divenne re di Svezia (per le curious minds, Désirée scappò dalla Svezia perchè troppo fredda).
Non potendo passare ore e ore a studiare testi e articoli sulla Svezia, mentre attendo il tram, la metro o aspetto l’acqua del té che bolle, scorro la lista degli account che parlano di Stoccolma e che ho messo nella lista omonima.

E se sei un’azienda, ecco un paio di usi veloci, veloci.

Il mio mondo cinguetta…tutt’attorno a me.

Puoi creare una lista che raggruppa i tuoi diretti concorrenti (magari sei un ristorante giapponese a Milano e ti va di capire come e cosa comunicano gli altri ristoranti giapponesi a Milano).
Oppure puoi creare una lista dei tuoi concorrenti non così diretti, ma che ti piacciono e che ti ispirano (cosa stanno facendo e dicendo i risto vegan di New York e quelli di Londra? Facile, li metto in una lista e mi lascio ispirare dai loro tweets).
Ehi, lo sai che chi finisce in una lista riceve notifica, così è anche un modo carino di:

  • segnalare la propria ammirazione
  • (oddio, se la lista è quella buona e non “ristoranti da evitare a New York”)

  • correre il rischio di farsi vedere
  • correre il rischio,ancora più grave, di poter dare inizio a una conversazione
  • (e noi questa cosa qui mica la vogliamo, no?)

Cinguetta con me, dai.

Se ho una boutique di fiori, magari potrei creare una lista chiamata “ispirazioni floreali” e metterci tutti i fioristi/artisti, e ce ne sono cretedemi, guardate qui ad esempio Flower NY School
Così, chi mi segue potrebbe

  • avvicinarsi meglio alla mia idea di “design floreale” e alla mia brand image
  • trovare idee
  • chiedermi suggerimenti e notizie circa fiori e tecniche (oh yes, parla con me)

E chissà…

“Senti chi parla, ops! twitta”

Ora, non si parla di @Cripedrali in Twitter e non so pensare se sia più un bene (“Nessuna nuova, buona nuova”) o un male (“Bene o male, l’importante è che se ne parli” Zsa Zsa Gabor).
Dato la mia indole, direi che preferisco la prima versione.
Detto questo, se io fossi un’azienda o un freelance che lancia un nuovo prodotto, una nuova campagna, una qualsiasi nuova iniziativa, immagino mi piacerebbe che se ne parlasse.
Così puoi:

  • creare una lista legata all’iniziativa (hai creato un hashtag di riferimento, vero?) filtrando chi sta parlando di quello stesso argomento
  • intervenire nelle conversazioni (con garbo, ovviamente)
  • inserire il live feedback sul tuo sito live.

Mi piace l’idea di vedere sul mio sito i tweet in tempo reale di chi scrive di me, ma immagino che anche a chi scrive di me o mi scrive via Twitter piace sentirsi riconosciuto e parte di una community. No?