Dell’uomo, degli amori, delle armi…e della brand image: il caso D’Annunzio

Nuovamente nei panni di una detective della comunicazione, questa volta me la sono presa con due protagonisti eccellenti: Gabriele D’Annuzio e la matrice SWOT proposta da Luigi Centenaro per gestire la brand image. Così ho scoperto che le minacce possono diventare opportunità, ma me l’aveva già confidato Arnoldo Foà tanti anni fa quando scrisse di sé “paiono avversità e sono opportunità”

Fotografie di Gabriele D'Annunzio
Gabriele D'Annunzio, fotografia di Flavio Biondo via Flickr

La matrice SWOT di Luigi Centanaro è stata l’occasione per lavorare di nuovo su un caso di brand image del passato come già con Isadora Duncan.
Eccomi a usare tecniche nuove per un soggetto non esattamente moderno, e tuttavia, ai suoi tempi, il nostro protagonista moderno lo era, anche troppo forse…

Già, a dire il vero il personaggio che ho scelto oggi, Gabriele D’Annunzio, è stato moderno, molto moderno per il suo tempo.
Ma così moderno da gestire la sua brand image? Vediamo un po’se resiste alla prova della SWOT e dei suoi 4 temibili quadranti:

Strenghts, i punti di forza: gli attributi interni che permettono di raggiungere il proprio obiettivo

E vediamo insieme le abilità e le competenze del nostro “eroe” e come si combinavano con il suo obiettivo di letterato e “superuomo”.

  • uomo di lettere dalla vasta cultura, dalla straordinaria capacità compositiva e dall’altrettanto straordinaria produzione, (le prime liriche appaiono quando ha solo 16 anni e…colpo di genio, lui o l’amico che ne cura l’edizione, lasciano trapelare che l’autore, giovane alle prese con i primi turbamenti d’amore, sia morto a seguito di una caduta da cavallo)
  • amante passionale, dalle innumerevoli avventure e relazioni mai scontate (ci saranno state anche cameriere e casalinghe, ma noi ricordiamo Eleonora Duse e la divina marchesa Casati Stampa, che erano tutto meno che scontate)
  • uomo d’azione che interpretò perfettamente lo spirito del suo tempo, ricordiamo ad esempio la “Beffa di Buccari” nel febbraio 1918 (D’Annunzio e altri ufficiali a bordo di MAS penetrarono nella baia croata di Buccari e esplosero dei siluri contro navi nemiche lì riparatesi), il volo sopra Vienna sempre nel 1918 o l’occupazione di Fiume nel settembre 1919 (D’Annunzio con un gruppo di volontari occupò Fiume destinata a far parte del territorio jugoslavo).

Weaknesses, i punti di debolezza: condizioni che possono impedire di raggiungere l’obiettivo

Gabriele amava la bella vita, le donne e il lusso, spendeva e dilapidava a piene mani e era, quindi, alla continua ricerca di denaro per sostenere il suo tenore di vita e le sue imprese.
Un uomo così non poteva non suscitare critiche, gelosie, risentimento e altro:

  • qualche dama abbandonata troppo presto, come la Duse, non lo perdonò facilmente e non lo nascose
  • le sue azioni rocambolesche causarono qualche irritazione ai piani alti del mondo politico
  • il successo presso il popolo offuscava quello di altri, ben più titolati

questo, e altro, lo costrinse all’esilio forzato nel Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera, sul Lago di Garda.

Opportunities, le opportunità: i fattori esterni che possono aiutare a raggiungere i propri obiettivi

Gabriele D’Annunzio incarnò lo spirito del suo tempo perfettamente e ne seppe cavalcare l’essenza e gli slanci.
Dalla filosofia nieztscheana del superuomo all’elogio del progresso, del futuro, del movimento e, anche, della violenza propri dei “futuristi” fino al sostegno spassionato di fronte al Parlamento italiano che nicchiava circa l’intervento armato durante la Prima Guerra mondiale, D’Annunzio non perse un colpo né un ‘opportunità di far parlare di sé.
E sappiamo bene che quelle di D’Annunzio non erano solo parole, non era la “costruzione” di un ‘immagine ad hoc.
“Nuove tecnologie a supporto” del proprio obiettivo? Certo che sì: D’Annunzio potè usufruire di una serie di innovazioni tecnologiche per le sue imprese che, altrimenti, sarebbero state ben difficili, aerei e MAS (motoscafi siluranti) in primis.

Threats, le minacce: i fattori esterni che possono impedire di raggiungere i propri obiettivi.

Ho lasciato per ultima la parte delle minacce.
E’ un’area che mi affascina, perchè questo più delle altre 3 si presta al concetto per cui i quadranti non sono da intendersi come “compartimenti stagni”, ma in comunicazione costante tra di loro.
Uomo del suo tempo, ma incapace di essere un fine cortigiano, D’Annunzio non riuscì a piegarsi ai moti della fortuna e, come detto, di fronte ai giochi e alle trame del potere di Roma decise di ritirarsi in esilio lontano dal centro del potere.
Ma forse le maggiori minacce al suo obiettivo furono tutte frutto delle sue scelte di vita: le azioni militari lo esposero più volte a rischi mortali, eppure tali minacce rappresentavano anche una “droga” di cui non poteva fare a meno e un elemento fondamentale per la sua immagine di uomo forte, decisionista.
Minaccia per la vita, ma elisir per la fama a oltranza.
Ecco che le minacce furono opportunità da cogliere al volo per rimarcare la sua brand image di uomo forte e d’azione e per nutrire il suo spirito e la sua arte di conseguenza.

Ora, permettetemi di chiedere venia a:

  • studiosi della figura di Gabriele D’Annunzio, ben più preparati di me circa la vita, le opere e lo spirito del Vate
  • Luigi Centenaro per l’uso improprio e maldestro della matrice di cui trovate tutti i dettagli qui

A mia discolpa, l’abissale curiosità circa il passato e le sue storie e l’altrettanto grande curiosità circa il presente e gli strumenti di analisi che ci offre.
D’altrocanto “si è curiosi nella misura in cui si è intelligenti” (Ezra Pound) o, come suggerisce la SWOT, trasformare le debolezze in punti di forza!