Facebook e la fuffa, cosa ne pensano Mr Complicazione e Miss “Io mi butto”

La relazione non è tra Facebook e le vendite, ma tra Facebook e le vostre intenzioni, i vostri obiettivi, insomma il vostro bersaglio. E se non ne avete la minima idea, segnare un punto sarà difficile e abbandonare il campo da gioco molto facile

Men playing golf
Mandare in buca senza sapere dove è la buca? Fotografia della National Library of Ireland via Flickr

Mr Complicazione e Miss “Io mi butto” hanno entrambe una pagina Facebook da gestire, ma…

Mr Complicazione e la pizza al ragù:

Il mio amico, chiamiamolo Mr Complicazione (so che apprezzerà in ricordo dei vecchi tempi), lavora nel settore e-commerce di una multinazionale del turismo.
Tra i suoi compiti, la gestione dei profili social, ma non solo.
Non appena me lo ha accennato la mia mente ha galoppato sulla distesa del piano editoriale e mi immaginavo:

  • scadenze
  • argomenti
  • appuntamenti regolari
  • linee guida circa eventi o accadimenti straordinari (compresa la gestione dei complains, oh yes!)
  • immagini da usare o da non usare
  • eventi e appuntamenti creati ad hoc di cui raccontare (serate gastronomiche, aperitivi allegri in cui ci si incontra e si chiacchiera amabilmente…)
  • condivisione degli obiettivi con supervisor (oh yes #2!)

Mi ha guardato un po’ stranito, io mi sono sentita tanto “Alice nel paese delle meraviglie” con un pizzico di goffo Pippo a cui Topolino deve sempre far vedere le cose perché lui, con il suo approccio svagato, anche se le ha sotto il naso, non le coglie.

Qualche mese dopo, davanti a una pizza al ragù (sì, confermo esistere tale abominio), facciamo due chiacchiere e chiedo feedback dell’attività social.
Ecco cosa succede:

  • è tutta fuffa
  • a livello di vendita non offre i risultati che ci aspettavamo (quali non è dato sapere, ovviamente)
  • neppure con l’advertising a pagamento si ottiene molto (anche in questo caso quantificare il molto è impresa ardua e pare inutile, chissà perchè!)

Miss “Io mi butto” e i pasticcini in Franciacorta

La mia amica, lei è davvero Miss “Io mi butto”, ha una scuola di musica. Anzi, la mia amica Miss “Io mi butto” ha creato dal nulla la sua scuola di musica dopo aver preso il diploma di pianoforte al conservatorio mentre studiava e lavorava (la mia totale ammirazione!).
L’ho costretta a aprire una pagina Facebook e, dopo una prima fase in cui abbiamo

  • condiviso obiettivi (far conoscere meglio ai genitori cosa faceva durante le sue ore, parlare della musica e del suo approccio educativo tramite la musica in modo inusuale e non noioso)
  • definito un calendario di pubblicazione che fosse gestibile da lei
  • stabilito il tono dei post
  • definito come e cosa rispondere sia in caso di complimenti che di commenti meno gradevoli
  • indicato dove prendere immagini senza violare nessun copyright e rispettando il valore del lavoro altrui (oh yes #3! Io lavoro così e…lei pure)

Miss “Io mi butto” si è buttata.

Davanti a un té e qualche pasticcino nella nostra caffetteria preferita in Franciacorta (non conoscete la Franciacorta? Scrivetemi e vi illustrerò perché una giornata in Franciacorta è un’esperienza meditativa e sensoriale imprescindibile se si vuole “think global, act local”) le ho chiesto come andava e:

  • non ho acquisito più allievi, ma, mi ricorda lei stessa, ci eravamo già dette che non lo facevo per avere più clienti
  • però una mamma mi ha scritto chiedendomi per lezioni di chitarra, che non offro, e è comunque passata con la figlia alla mia scuola e ora mi segue costantemente
  • però un’ altra mamma mi ha contattato per chiedermi se potevamo incontrarci e parlare di musica e …disturbi del comportamento, perché voleva capire se me la sentivo di provare a fare musica con la sua piccolina
  • però quando porto progetti di educazione musicale nelle scuole materne e nelle scuole di musica sono tutti impressionati dal fatto che io abbia una pagina Facebook in cui racconto del mio metodo. Forse se leggessero solo la mia lettera di presentazione e il mio profilo professionale non riuscirebbero a capire cosa rende me diversa da altre insegnanti.
  • una volta mi ha scritto in inglese un australiano che fa musica per passione e mi ha detto che “si vede che insegno ai bimbi con amore e dedizione. That’s the way to go” e io mi sono sentita felice e carica di energia per continuare
  • ora le mamme vedono cosa faccio a lezione, come spiego la musica parlando di pesciolini e mondi sottomarini e …mi chiedono informazioni e le chiedono ai loro figli: non solo li portano a lezione e li riportano a casa, ma ci parlano chiedendo cosa hanno fatto, come l’hanno fatto e si fanno spiegare

insomma, per me funziona come “rafforzativo” per la mia energia, per fare bene quello che faccio.

Approccio pizza o approccio pasticcini?

Mentre il nickname di Miss “Io mi butto” lascerebbe intendere che non ci sia intenzionalità e definizione, l’idea di base era ben chiara: non venderò con Facebook.
Certo, né io né lei avevamo preventivato che la funzione della sua pagina Facebook diventasse anche, e forse soprattutto, un modo per “tastare il polso” alla sua community e avere energie per fare sempre meglio e con più passione, eppure è successo!
Mr Complicazione, senza essersi posto un obiettivo né averlo condiviso con i suoi supervisor, senza aver pianificato nulla ma operando occasionalmente non ha trovato quello che cercava, forse perché non sapeva bene cosa cercava se non “vendere”, ma per vendere esistono i negozi, sia fisici che virtuali e se io voglio acquistare qualcosa, vado lì non su Facebook. E voi?