Lavorare meglio: dire NO senza sentirsi in colpa

Dire di no senza essere scortese, aggressiva e senza mettere a rischio rapporti professionali o personali: è fondamentale per il benessere fisico e mentale di un freelance ed è anche una dimostrazione di professionalità.

Imparare a dire no per non crollare sotto la tensione e lo sforzo, otografia via New Old Stock
Imparare a dire no per non crollare sotto la tensione e lo sforzo, otografia via New Old Stock

Dopo il post sul mio burn out ho ricevuto una serie di mail e whatsapp in cui molte di voi mi raccontavano cosa vi sta succedendo e mi dicevano che ero stata coraggiosa a raccontare il mio burn out.
Io non credo di essere stata molto coraggiosa, ma di essere molto arrabbiata.
Ho capito che senza imparare a “farmi valere” e a selezionare l’uso che faccio del mio tempo, professionale e personale, il rischio di sentirsi sbagliati e sopraffatti è lì dietro l’angolo.

Non ho ancora tutti gli strumenti per riuscire a “darmi” un valore corretto, ma sento che uno dei miei scogli maggiori è “imparare a dire no” senza dubbi.
Così ho iniziato a pensare e a fare ricerche per cercare di capire perché, quando e come dire di no senza sentirsi in colpa .

Come dire NO in modo assertivo?

Imparare a riconoscere situazioni o persone che non vanno bene per me e riuscire a dire “No” senza timore, in modo chiaro e evitando lo scatenarsi del senso di colpa non solo è importante per la mia autostima, ma è importante per mantenere i rapporti con le persone che ho attorno e con cui interagisco: dire “No” non deve per forza significare la rottura di rapporti, a meno che la scelta di interrompere i rapporti non sia consapevole.

Ecco alcuni punti su cui sto riflettendo:

  • Imparare a valutare il mio tempo
  • Conoscere l’uso del mio tempo e il tempo necessario per svolgere i miei compiti o per dedicarmi alle varie attività è fondamentale per muovermi nella mia giornata e nella mia vita in modo equilibrato senza sentirsi sempre in affanno e incompleta.
    So che se mi viene chiesto di svolgere un compito e so che non posso farcela se non a costo di sacrificare altre attività importanti e urgenti, dovrei dire di no.
    Mi sto impegnando, ma spesso vince ancora il senso di “io ce la posso fare” o “non posso dire di no”e, se vi foste poste il dubbio, non è vero.

  • Dire no e proporre un ‘alternativa<
  • Spesso, sull’onda del fatto che tutto appare urgente e importante, non mi prendo mai il tempo di pensare ad alternative: “E’ da fare ora e non c’è tempo di pensare o fare altro”.
    Invece il tempo c’è sempre e quei 5 minuti impiegati, e non persi, a pensare a una soluzione alternativa possono fare la differenza.
    Un paio di mesi fa ero in angoscia perché una mia amica voleva essere aiutata per rivedere e riscrivere il suo c.v.
    L’avrei fatto volentieri, ma sapevo che la mia amica avrebbe preso sotto gamba l’impegno, avrebbe continuato a rimandare l’appuntamento annullandolo all’ultimo momento, non lavorando mai al suo profilo e arrivando agli appuntamenti prefissati stanca e senza aver avuto il tempo di pensare né tanto meno di lavorare al c.v.
    Questo mi avrebbe demoralizzato, fatto arrabbiare perché sapevo che sarebbe finita così e avevo accettato nonostante ciò e, alla fine, avrebbe messo in crisi il nostro rapporto come amiche.
    La soluzione?
    “Mi piacerebbe aiutarti, ma non è il mio campo davvero. Però conosco due ottime professioniste in “risorse umane” che potrebbero davvero fare la differenza perché conoscono i meccanismi della selezione del personale dall’interno.
    Posso contattarle per te e mettervi in contatto, se sono disponibili a collaborare.”
    In questo modo, al centro della questione era il c.v e l’importanza che venisse scritto nel modo più appropriato e efficace possibile e non il “no” alla mia amica.

  • Se dico no, il mondo non crolla
  • Se dico di no, il mondo continuerà a girare così come sta facendo.
    Quello che forse cambierà sarà che io non girerò come un’ossessa perdendo il senso di quello che sto facendo.
    Crediamo di essere necessari e non rimpiazzabili, di doverci essere, di esserge gli uninci a poter are bene quell’attività.
    Questo nonostante ogni giorno, la vita ci dimostri il contrario.

  • Dire no per essere più professionali
  • E’ stato uno degli scogli più grandi, soprattutto all’inizio della mia attività, perché il desiderio è di esserci sempre, di aiutare, e di non perdere business, è sempre presente.
    Ci sono almeno tre rischi, però, in questa disponibilità illimitata e incapacità di dire no:

    • Il burn out, ovvero l’esaurirsi di tutte le energie mentale, e spesso anche fisiche, legate alla mancanza di spazio per ricaricare le energie e il conseguente deperimento della qualità del vostro lavoro, qualsiasi esso sia
    • La mancanza per gli amici, come nel caso precedente, di affrontare le difficoltà da soli e di mettersi alla prova, fallire, riprovare ed impegnarsi.
    • L’incapacità per i vostri clienti di percepirvi come professionista i cui tempi vanno rispettati per consentire lo svolgimento di un lavoro corretto.

    A questo, in realtà, si accompagna, se ci pensate, anche un’altra conseguenza poco professionale: come potete concentrarvi su progetti di altri clienti se siete continuamente al telefono con amici e/o altri clienti per ogni minutiae?
    Quanto tempo potete dedicare ai clienti se uno o due monopolizzano il vostro tempo, perché non siete in grado di dire no?

  • Dire no a richieste di consulenza gratuite
  • Questo ovviamente funziona con tutte quelle persone che spesso ti chiedono un consiglio o un parere veloce “giusto perché tu sei del settore”.
    Se si tratta di dare il proprio parere sulla base di una veloce affermazione, o.k.
    Il punto è quando la situazione diventa un pizzico più complessa e prevede un’ora di ascolto e/o l’invio del progetto “così gli dai un’occhiata e mi dici” e dire no è delicato, ma necessario.
    Quando mi rendo conto che l’aiuto ha la forma o necessita della forma di una consulenza più “strutturata” , allora la soluzione migliore sarebbe rimandare a un approfondimento professionale negli orari d’ufficio. Anche qui, per ora, registro 2 successi recenti e innumerevoli insuccessi, ma posso migliorare.

    Voi riuscite a dire no in modo assertivo?
    Volete raccontarmi nei commenti qualche esempio sia di casi in cui non siete riuscite e casi in cui invece siete riuscite e come avete fatto?