Wikipedia e il “copia&incolla”

Hai una pagina Facebook in cui vuoi parlare alla tua audience (oh yes!) e ci metti anche dei post carini in cui mi racconti dello staff, dei piatti che stai preparando ed, ogni tanto, mi metti qualche informazione sul Giappone (la festa dei ciliegi in fiore, il “bento” che é la “schiscia jap”, la mania dei manga e dove li posso trovare a Milano) che io, che sono curiosa e pure “drogata di viaggi” non posso non leggere. Hai centrato il tuo obbiettivo: i tuoi post mi piacciono, mi incuriosiscono e li condivido.

Hagar Olsson in Raisila via New Old Stock
Hagar Olsson in Raisila via New Old Stock

Io adoro “Wikipedia”: se sei una che ha fatto della frase di Ezra Pound (si, qui faccio un pò la “secchiona”, non me ne vogliate e soprattutto, non approfondite) “Si é curiosi nella misura in cui si é intelligenti” la propria giustificazione per leggere le riviste dall’estetista e dalla parrucchiere, non puoi non amare “Wiki”.
Se però vuoi usare i social, e Facebook in primis, per parlare con la tua audience, forse é meglio che ci ripensi.

Wiki e il pesce palla velenoso

Ti faccio un esempio: sei un ristorante giapponese in centro a Milano.
Hai una pagina Facebook in cui vuoi parlare alla tua audience (oh yes!) e ci metti anche dei post carini in cui mi racconti dello staff, dei piatti che stai preparando ed, ogni tanto, mi metti qualche informazione sul Giappone (la festa dei ciliegi in fiore, il “bento” che é la “schiscia jap”, la mania dei manga e dove li posso trovare a Milano) che io, che sono curiosa e pure “drogata di viaggi” non posso non leggere. Hai centrato il tuo obiettivo: i tuoi post mi piacciono, mi incuriosiscono e li condivido.
Poi però mi pubblichi la foto di un pesce palla con tante spine, una sorta di sopravvissuto al Pleistocene e per spiegarmi cosa é mi fai il peggiore sfregio che tu potessi farmi: copia ed incolla da Wikipedia.
Un articolo preso di sana pianta da Wikipedia, scritto da chissà quale zoologo più o meno famoso, ma credimi, dopo 2 righe, perfino io che adoro quello che pubblichi e che leggo persino le istruzioni del mio shampoo, mollo la presa.
Ora, ma se neppure tu che conosci la materia bene, che sei giapponese e che hai scelto la storia, non hai letto tutto l’articolo e me lo hai appiccicato lì, perché pensi che io, che non conosco la materia, possa o voglia leggere tutto quel diluvio di parole e termini da iperspecialisti?
La notizia é bella, l’idea é curiosa e mi incuriosisce (il sushi velenoso), ma questo é Facebook non il testo per superare l’esame prima della laurea e quindi, niente “I Like” e “Niente share”.

Facebook, la metro e l’esame di biologia marina

Voglio demonizzare Wiki? Assolutamente no.
Ma come tutte le cose “In media…….”, cioé non pretendere che io mi applichi quando sono sulla metropolitana e sto scrollando il feed di notizie di Facebook prima dimettermi a fare la scalata dei gradini per uscire in strada: ho bisogno di notizie allegre, leggere, curiose e soprattutto brevi che mi facciano riaffiorare sulla superficie gassosa delle vie milanesi con un sorriso, tirato, ma sempre sorriso.
Non ho bisogno di passare l’esame di biologia marina.