Hai delle nuove idee? Rendile orfane!

Ultima tappa del libro di John Hunt “The art of the idea and how it can change your life”. E parliamo di passeggiate per avere nuove idee, ma anche di politica, burocrazia e di circhi…pronti per scoprire come stimolare la creatività?

Un bimbetto e la sua governante che lo sostiene nei primi passi
Rendere una nuova idea orfana per farla crescere, immagine tratta da New Old Stock

Eccoci allo sprint finale, agli ultimi 5 punti relativi alle idee e alla creatività tratti dal libro “The art of the idea- and how it can change your life” di John Hunt.
Pronti? Via immediatamente senza altri preamboli:

L’apartheid delle idee è morto

I confini, fisici e mentali, sono sempre più fluidi, le categorie diventano sempre più ampie e tutto è connesso.
Risultato: è proprio in quello spazio virtuale tra quello che già sai e padroneggi e quello che ancora non sai e vai imparando che appaiono le idee migliori e la creatività fluisce.
Le idee non sono come il vino, è poco importante da dove provengono.

Non ti vengono nuove idee? Fai una passeggiata

Vi è mai successo di sentirvi chiedere, in sede di colloquio o durante un meeting di lavoro “Se fosse tua questa azienda, che cosa faresti?”.
Da questo genere di stimolo escono davvero di rado idee brillanti e ancora più di rado vengono messe in atto.
Perché? Perché le idee non arrivano a comando e arrivano ancor più di rado in open space affollati e vocianti o in sale meeting in cui si fissano per ore grafici e tabelle di numeri.
E’ necessario un cambio di prospettiva, un nuovo stimolo, un ambiente adatto alla creatività.
Se non avete un giardino zen per ispirarvi né un bravo coach pronto a fare il tifo per voi e a darvi una serie di stimoli e impulsi preziosi, no problem!
Fatevi una passeggiata, prendete una boccata d’aria magari uscendo sul balcone, fatevi una rampa d scale a piedi e risalite al vostro piano, ascoltate della musica (io adoro il jazz ad esempio, ma qualche volta spengo e metto una stazione radio australiana…così per cambiare “scenario auditivo”!)

Un politico al giorno toglie le nuove idee di torno

Un pizzico di politica intesa come è di certo utile quando si deve promuovere un’idea.
Il punto di rottura è presto raggiunto, però, quando dalla promozione dell’idea si passa all’appropiarsi della stessa per modificarla non con l’obiettivo di renderla più forte, ma solo per indebolirla e poi spazzarla via dalla scena.
Se questa è l’intenzione di uno più membri del gruppo di lavoro e la discussione si arena sempre su dettagli poco significanti, perdendo slancio e facendo dei giri carpiati su di sé all’infinito è difficile porvi rimedio e uscirne con un ‘idea sana e pronta da testare.
Il rischio è, invece, di impaludarsi in una discussione in cui c’è una sorta di di cui nessuno parla apertamente ma che incombe e che, senza sapere bene chi sia o come sia, si deve cercare di evitare di urtare.
Ci si esaurisce in un gioco di forze contrapposte, da una parte l’energia di chi vorrebbe far venire alla luce un ‘idea fresca e nuova e dall’altra chi invece mira a togliere slancio alla stessa magari per non farle vedere neppure la luce.

Oddio, qualcosa di nuovo! Wow, qualcosa di nuovo!

Tutto dipende davvero da queste due affermazioni.
Il nuovo, affrontare qualcosa di nuovo, apprendere qualcosa di nuovo è un ‘emozione, una sorpresa o genera sconforto e tensione?
Perché, inutile negarlo, l’atteggiamento più fecondo per le idee è il primo, quello che ci vuole pronti a esporci alla novità, a testarla, a far provare ai nostri neuroni un brivido nuovo, a far scoccare nuove connessioni e a far scaturire, manco a dirlo, nuove idee.
Spesso le nuove idee sono il riorganizzarsi di stimoli e elementi già visti ma che vengono immersi in nuovi contesti con nuovi legami e nuove forme.

E’ la burocrazia, bellezza!

Ebbene sì: spesso è la burocrazia a uccidere una nuova idea più che la qualità dell’idea stessa.
Dinnanzi a nuove idee si ergono, spesso, muri invalicabili di domande il cui obiettivo non è testarne la validità, bensì affossarla.
Una soluzione valida per bypassare questi filtri è rendere l’idea orfana.
Nulla di sadico e crudele, ma un semplice passaggio da “la mia idea” a “la nostra idea”.
Il mondo è pronto a sostenere e a lottare per le cause comuni piuttosto che a muoversi dietro all’idea di una sola persona.
E’ proprio quando l’idea diviene “la nostra idea” che acquisisce più forza anche in virtù dei nuovi stimoli e delle nuove idee che il “noi” genera.

Non è il cerchio della vita, ma il circo della vita

Per quanto spesso ci lamentiamo di vite troppo abitudinarie, cambiamenti improvvisi ci mandano nel panico (io, poi, che sono maniaca del controllo ho dei momenti acuti di “embolo in partenza” se non ho tutto sotto controllo).
Vorremmo, certo, dei momenti di cambiamento, ma “previsti” e, se possibile, minimi, facili da gestire e metabolizzare.
Al contrario, è proprio quando i cambi sono massicci e inaspettati che ci costringono a far appello alle nostre risorse più nascoste.
Inutile alambiccarsi il cervello al riguardo: succede proprio così.
L’ideale, quindi, sarebbe davvero imparare a vivere in un ambiente in cui l’incertezza è l’unica certezza e, obiettivo massimo (da cui io sono ancora ben lontana) cercare di divertirsi.

Alla fine di questa carrellata di 20 punti sulle idee, cosa resta?
Resta che questa vita ci vede un po’ tutti come dei Don Quixote contro i mulini a vento delle nostre incertezze.
E come i mulini non hanno fermato il cavaliere della Mancia, così l’incertezza dell’ambiente in cui viviamo non dovrebbe fermare neppure noi.

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