Perché le unghie rosso giungla hanno bisogno della mappa della metro

Come far notare la propria comunicazione? Pensa a quali sono i bisogni dei tuoi clienti e agisci, così diventi rilevante

London Transport via New Old Stock
London Transport via New Old Stock

L’altro giorno mi stavo precipitando a prendere la metro, in ritardo ovviamente, e, altrettanto ovviamente, non ho potuto resistere a prendere il dépliant portomi dall’ennesima ragazza all’imbocco delle scale.

Lo ammetto: io ho una sorta di senso di colpa misto ad ammirazione per le persone che fanno le promoter nei super e stanno lì tutto il giorno a proporre la prova del nuovo pesto su bocconcini di pane stantio (ma perché questi bocconcini non possono mai essere fragranti, ché di sicuro qualche vendita in più la farebbero?) e addirittura mi commuovo per quelli che stanno all’imbocco degli ingressi e delle uscite della metro a Milano.
Mi chiedo come mi sentirei io: invisibile e da accortocciare e buttare (per favore, ci sono i cestini, non buttate per terra la cartaccia). Così, da brava bambina educata ho preso l’ennesimo foglio, sorriso e stavo già pensando di buttarlo nel raccoglitore della carta che c’è sul binario, quando mi si è aperto un mondo (a me basta poco, che volete).

La metro e la manicure: dal cross-selling al cross-proposal

Astutamente, il negozio di manicure/pedicure (avete presente l’invasione dei vari nails qualcosa in cui con € 8,00 esci con gli artigli “rosso giungla” modello “Eva contro Eva”) aveva messo da una parte del foglio i soliti dati con la mappa modello Google di dove sono, ma dall’altra…la mappa della metropolitana di Milano.

Ora, se siete un po’ avvezzi a Milano sapete che non abbiamo l’intricato reticolo di linee colorato che il “tube” inglese vanta, ma che comunque, allungamenti delle tratte gialle e verdi, lillà qui e lillà là, la metropolitana milanese cresce (ok, mi sento quasi il jingle dell’ATM) e quando devo muovermi fuori dalla mia linea retta tra Piazzale Lodi e Missori, ogni fermata mi sembra sempre una mèta esotica. Va beh, non esageriamo: diciamo che se qualcuno mi dice “Ci vediamo a fermata Uruguay alle 19”, la mia sola possibilità di esserci è Google Maps o la mappa cartacea delle stazioni della metropolitana. Salvo che queste ultime, complice la cattiva illuminazione, gli scarabocchi, le dimensioni lillipuziane (ok, anche il mio miopismo con incipiente presbiopia) sono spesso davvero un’impresa.

Invece questo foglietto, formato metà A4, mi sembra geniale.
Sfondo bianco, le linee gialla, rossa, verde e la breve lillà lo percorrono sottili, ma visibili. 
Questo significa che nessuno ha buttato via il foglio? Ovviamente no. 
Questo vuol dire che per terra, sulle scale, sulla banchina non c’era traccia dei fogli pubblicitari? Non esattamente. 
Però in 2 o 3, quelli che nonostante la fretta, la ressa, il pensiero già all’ufficio, hanno guardato cosa avevano in mano, hanno tenuto il foglio. Qualcuno l’ha infilato in fretta e furia nella tasca dei pantaloni, qualcuna ha immerso la mano nella borsa e la mano poco dopo ne è riemersa senza foglio. Qualcuna, come me, ha guardato il foglietto e ha pensato “Bravi, dai, così è più probabile che qualcuno lo conservi e che poi giri il foglietto e legga il nome della nuova estetista e del rosso giungla a € 8 per l’apertura”.

Ma non era meglio una pubblicità su Facebook?

Voi penserete che io sia folle e che parlare del foglietto delle unghie con la mappa della metropolitana in una società in cui le offerte vanno via social e newsletter, iper targhettizzate e a tempo determinato, sia anacronistico. Non credo. Non per certi articoli e servizi.
Per questi il fogliettino non è un errore.

Ad ogni bersaglio la sua pallottola

Ma il mio punto, ci arrivo, ci arrivo, è che consciamente o meno chi ha disegnato la pubblicità ha cercato di fare un piccolo sforzo in più: lo distribuisco all’ingresso della metropolitana, gente arruffata e sotto pressione, il mio annuncio è destinato a diventare una pallottola, a meno che io non lo renda diverso, lo renda utile. Solo così, lo salvo dal suo destino, almeno per qualche ora.
In altre parole, il foglietto è stato creato pensando ad un possibile, e frequente, bisogno che chiunque prenda la metropolitana ha.

Avete altri esempi in cui il punto di partenza è l’analisi dei bisogni dei clienti: quale bisogno posso risolvere al mio cliente?